La Storia

Il toponimo TORRI, potrebbe derivare dalla presenza in passato di strutture murarie per l’avvistamento e la difesa, ma probabilmente le sue origini vanno ricercate nella morfologia del terreno che presenta guglie di arenaria, che viste da lontano hanno l’aspetto di torri. Una di queste è presente in paese ed è detta il Cigno; altre sono visibili fra Torri e la Ciliegia.

Come detto il paese è antico: in una cartula offertionis dell’agosto 982 si parla di un podere con casa posita in locus qui dicitur Turri, que regitur per Absprando massario.
Nella piazzetta centrale del paese nel 1999 l’Associazione paesana, assieme alla Società pistoiese di storia patria, ha dedicato una lapide ad Asprando Massaro, il più antico abitante di questa terra di cui si abbia notizia. Nel secolo XI (1054) Torri è indicato come villaggio fortificato (in Castro Turri) nella zona di influenza dei Signori di Stagno. Nel XIII secolo le comunità di Torri e Monticelli costituirono un comune rurale soggetto al l’autorità del Comune di Pistoia. Di Monticelli che si trovava nella zona della attuale Torraccia, non rimane più alcuna traccia sul terreno.

Di proprietà formale dei conti Alberti, in seguito ad un accordo fra le parti, il castello di Torri fu riscattato dal comune cittadino e il 22 settembre 1319 una deputazione del Comune di Pistoia, di cui faceva parte anche Cinus de Sinibuldis (il poeta Cino da Pistoia), prese solennemente possesso del castello. (Da N. Rauty, Il Castello di Torri dalle origini all’età comunale, in Torri e il comprensorio delle Limentre nella storia, Pistoia-Porretta Terme 1995). Michelangelo Salvi nel suo lavoro delle Historie di Pistoia del 1657 ricorda che nella prima metà del 1400 il castello di Torri era rimasto pressoché privo di abitanti.

Il Comune di Pistoia promise molti benefici a coloro che fossero entrati a colmare tale vuoto di popolazione. Giunse fra gli altri Niccolò Giffredi del Secchio, del contado di Reggio, con l’impegno di portare con sé almeno quaranta persone e di costruirvi in due mesi quattro case. Questo fatto darebbe una spiegazione alla presenza in paese di molte famiglie con il cognome Gioffredi.
A valle di Torri, presso la strada che scende verso Lèntula, si trova il villaggio detto la Torraccia, posto in un pianoro e circondato da uno splendido castagneto tuttora coltivato, composto da piante plurisecolari.

Vi si trova l’antico Oratorio di San Martino recentemente restaurato. Altre borgate, più o meno distanti dal centro principale, sono: Il Poggio, I Pianacci, Le Buche, La Ca’, La Fontanina, Il Casone, Casa Antonio, La Ciliegia, Case Turchi, I Pigoni, il Volotto, il Mosca. Ognuna di esse ha peculiari motivi di interesse, siano essi architettonici, ambientali o tradizionali. Le Cave di Torri, che si estendono su un fronte di diverse centinaia di metri sono tuttora visibili e testimoniano l’attività di estrazione della pietra che era molto diffusa fino ad un passato non molto lontano.

Tali cave costituiscono uno dei principali motivi di interesse dell’Itinerario della Pietra, con cui il comune di Sambuca Pistoiese si è inserito nell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese. Nell’edificio che in passato ospitò le scuole ha la sua sede l’Associazione per lo sviluppo turistico di Torri. Questa associazione nei periodi estivi organizza da molti anni una serie di manifestazioni culturali, sportive e ricreative, motivo di attrazione per i residenti ed i numerosissimi villeggianti. Una fitta rete di sentieri da qui si diparte in direzione di Treppio, L’Acqua, L’Acquerino, Badia a Taona, la Cave di Torri; per tutti gli escursionisti un importante punto di riferimento è il rifugio La Ca’, gestito dal CAI di Prato: tale rifugio è raggiungibile dal paese con meno di mezz’ora di cammino. Il 15 agosto, S. Maria, ricorre la festa patronale del paese. Ancora oggi viene fatta una processione con la statua della Madonna portata a spalla ed accompagnata dal suono delle campane che suonano i “doppi”.

 

Testo di Paolo Gioffredi;   foto di Piero Balletti.”Storie della Sambuca” 2001

 

 

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