{"id":234,"date":"2020-09-06T07:18:15","date_gmt":"2020-09-06T07:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.torridisambucapistoiese.it\/wp\/?p=234"},"modified":"2020-09-11T19:29:51","modified_gmt":"2020-09-11T19:29:51","slug":"il-territorio-di-monticelli-nel-medioevo-nuove-ipotesi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/il-territorio-di-monticelli-nel-medioevo-nuove-ipotesi\/","title":{"rendered":"Il territorio di Monticelli nel Medioevo (nuove ipotesi)"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>di Alberto Pucci<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 di Monticelli \u00e8 menzionata nei documenti sempre insieme a quella di Torri, nonostante siano due luoghi diversi, distanti non pi\u00f9 di un paio di chilometri<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Con il trascorrere del tempo, per\u00f2, si \u00e8 persa la memoria dell\u2019ubicazione di Monticelli, sebbene la sua esistenza non sia mai stata messa in dubbio<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. La delimitazione di Torri, invece, \u00e8 sempre stata conosciuta. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che, mentre il primo insediamento non esisteva gi\u00e0 pi\u00f9 alla fine del Medioevo, quello di Torri \u00e8 ancora oggi abitato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla localizzazione di Monticelli esistono due opinioni diverse, entrambe risalenti a circa un secolo fa: quella di A. Butelli<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, che collocava il villaggio sulle pendici del Monte Lavacchio, nella zona dell\u2019odierno Fosso della Cappuccia<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, e quella di E. Fantappi\u00e8<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>, che lo posizionava, invece, nel territorio dell\u2019attuale Torraccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni successivi gli studiosi hanno aderito all\u2019una o all\u2019altra ipotesi. Alcuni hanno mostrato di essere d\u2019accordo con il Butelli<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>, mentre altri si sono orientati per la tesi del Fantappi\u00e8<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, confrontando queste opinioni soprattutto con le carte della Badia a Taona, \u00e8 forse possibile trovare un punto d\u2019incontro fra le due posizioni<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, si pu\u00f2 affermare che non risulta che il villaggio di Monticelli fosse pi\u00f9 antico di Torri, anzi \u00e8 pi\u00f9 probabile che fosse il contrario<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. Torri, infatti, \u00e8 ricordato nel 982<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>, 1021<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>, 1034<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>, mentre la prima menzione di Monticelli si ha solo nel 1052<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro luogo comune da rivedere \u00e8 che Monticelli debba essere considerato come un castello o una fortezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle lettere inviate al Comune di Pistoia, il papa Onorio III aveva definito <em>castra<\/em> Fossato, Torri e Monticelli<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>. Di conseguenza, i primi storici ad occuparsi dell\u2019argomento avevano accettato questa enunciazione, senza per\u00f2 considerare la lontananza della Santa Sede dai territori della montagna pistoiese e quindi la mancanza di una conoscenza diretta di quei luoghi da parte del pontefice<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce degli studi attuali, invece, se \u00e8 vero che Torri \u00e8 indicato come <em>castrum<\/em> gi\u00e0 a partire dai documenti pi\u00f9 antichi<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a>, \u00e8 vero anche che Monticelli \u00e8 ricordato sempre come <em>vicus <\/em>o <em>villa<\/em>, cio\u00e8 come villaggio, e mai come castello<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>. Per di pi\u00f9, in una <em>cartula offertionis<\/em> del 1114, i numerosi beni che furono donati al monastero di San Salvatore della Fontana Taona, fra i quali alcuni situati a Torri e a Monticelli, sono indicati come ubicati <em>tam in castello de Turri quam in villis<\/em>, ribadendo in tal modo la netta distinzione tipologica fra le due localit\u00e0<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>. La stessa differenziazione \u00e8 affermata, inoltre, in una delibera del Comune di Pistoia<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra considerazione da fare \u00e8 che il territorio di Monticelli non poteva essere circoscritto a poco pi\u00f9 di qualche ettaro, cosa che invece sarebbe se si accettasse l\u2019ipotesi che fosse esteso soltanto nei pressi del Fosso della Cappuccia oppure solo nella localit\u00e0 detta oggi Torraccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla lettura delle carte della Badia a Taona possiamo dedurre che la maggior parte del sostentamento della popolazione era dovuto alla coltivazione del castagno, al punto che si \u00e8 supposto anche un parallelismo fra incremento-decremento della popolazione di Monticelli e aumento-diminuzione dei castagneti<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a>. Gli atti notarili riguardano spesso la compravendita, le permute e le donazioni di terreni coltivati a castagno<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a>. Ebbene, un castagneto non poteva essere compreso in pochi metri quadrati, ma doveva avere un\u2019estensione di almeno mezzo ettaro, ossia di mq. 5000 o, per dirla con le misure del XIII secolo, di circa 4 staiori<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a>. Questo tipo di coltura, inoltre, richiedeva una cura costante, al punto che, se la produzione di castagne con il trascorrere del tempo iniziava a diminuire, era necessario intervenire con nuovi innesti e altri lavori specialistici<a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a>. Occorreva perci\u00f2 anche uno spazio ove riporre le varie attrezzature e, soprattutto, servivano dei seccatoi adatti a produrre la farina. Tutto ci\u00f2, naturalmente, contribuiva ad aumentare la superficie necessaria per la raccolta e la lavorazione. Oltre ai castagneti, poi, vi erano le case, gli spazi per gli animali, i terreni colti e incolti e tutti gli altri luoghi propri di una comunit\u00e0. Se noi sommiamo tutte queste superfici, ci accorgiamo che il territorio di Monticelli non poteva essere limitato all\u2019area in cui fino ad ora \u00e8 stato circoscritto. Gli abitanti che vendevano o acquistavano i terreni entro i confini del villaggio dovevano certamente contare su un\u2019estensione di terreno sufficiente per vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra riflessione va fatta sul luogo in cui le abitazioni furono costruite. Certamente si sar\u00e0 tenuto conto della natura del terreno, dell\u2019esposizione al sole e della possibilit\u00e0 di usufruire dell\u2019acqua. Le case non potevano essere edificate in un pendio troppo ripido (come sarebbe se fossero state erette sul monte Lavacchio, ossia alla destra del Fosso della Cappuccia), bens\u00ec in uno spazio pi\u00f9 pianeggiante e quindi pi\u00f9 accogliente e favorevole alla vita di ogni giorno. Nei documenti della Badia a Taona, infatti, \u00e8 indicata la localit\u00e0 Lavacchio e non il villaggio di Monticelli, come invece ci si sarebbe dovuto aspettare se quest\u2019ultimo avesse occupato unicamente queste pendici<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a>. D\u2019altra parte, un atto di vendita di un appezzamento di terra situato a Monticelli presenta la data topica <em>Lavachia<\/em>, e questo potrebbe far supporre che Monticelli non solo non era distante da questo luogo, ma doveva estendersi, almeno in parte, anche su questo monte<a href=\"#_ftn25\">[25]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il territorio di Monticelli \u00e8 attraversato dalla via comunale. Nel Medioevo naturalmente non c\u2019era, ma inconsciamente tendiamo lo stesso a distinguere la zona di sopra e quella di sotto la strada, ossia, per alcuni, \u201cl\u2019antico Monticelli\u201d e la \u201cTorraccia\u201d. Dobbiamo invece considerare la zona in modo unitario. Il sentiero che saliva dal fondovalle della Limentra orientale portava a Monticelli e proseguiva poi per Treppio, oppure, passando per Torri, conduceva al monastero di San Salvatore di Fontana Taona. Era un percorso di non secondaria importanza, poich\u00e9, attraversando i ponti di Fossato e di Lentula, ad est portava verso Stagno, Bargi e, ad ovest, passando per Badi, si congiungeva con la strada della Sambuca. Questo itinerario, costituito per la maggior parte da mulattiere, trova forse oggi un parziale riscontro nella carta dei sentieri (v. figura)<a href=\"#_ftn26\">[26]<\/a>. Il tracciato, infatti, potrebbe corrispondere almeno in parte alle antiche strade medievali che collegavano tra loro i villaggi, le chiese e i monasteri e lungo le quali sono visibili ancora oggi varie testimonianze, come il <em>Sasso del Consiglio<\/em>, <em>La Buca del Diavolo, Il Sasso di Catiro<\/em>, <em>Il Sasso alla Pasqua<\/em><a href=\"#_ftn27\">[27]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Monticelli faceva dunque parte di un importante sistema viario. Non a caso, in diversi documenti riguardanti la compravendita di terreni sotto la giurisdizione di Monticelli sono spesso ricordate alcune strade come segno di confine: nel 1231 viene venduto un terreno a Monticelli confinante con la <em>via maioris<\/em><a href=\"#_ftn28\">[28]<\/a>; nel 1232 i diritti posseduti <em>in la plaza et in lo trebio de Montesellia<\/em><a href=\"#_ftn29\">[29]<\/a>; nel 1244 un castagneto confinante con la <em>via comunale<\/em><a href=\"#_ftn30\">[30]<\/a>; nel 1250 e nel 1251 terreni limitrofi alla <em>via<\/em><a href=\"#_ftn31\">[31]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Monticelli, dunque, non era un villaggio \u201cfortificato\u201d, come Torri, ma un villaggio \u201caperto\u201d in cui la comunit\u00e0, essenzialmente agricola e pastorale, attendeva pacificamente al proprio lavoro. Inoltre, la sua giurisdizione non era limitata alla zona posta intorno al Fosso della Cappuccia oppure alla sola Torraccia, ma aveva un\u2019estensione maggiore, comprendendo sia queste localit\u00e0 sia altre.<\/p>\n\n\n\n<p>In un certo senso il Butelli aveva intuito che Monticelli e la Torraccia facessero parte del medesimo territorio, ma non era andato pi\u00f9 a fondo perch\u00e9 pensava ancora a Monticelli come un castello o una fortezza e quindi a un luogo chiuso, limitato<a href=\"#_ftn32\">[32]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Anselmo Mattei, invece, pur riprendendo per Monticelli l\u2019ipotesi che fosse un castello, aveva affermato chiaramente <em>che il paese del piano della Torraccia, Pianacci, o Casaccia, tutti luoghi vicini, fosse l\u2019antico paese di Monticelli e che la Torraccia fosse un caposaldo avanzato di detto castello<\/em><a href=\"#_ftn33\">[33]<\/a><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, con l\u2019aiuto dei documenti notarili del monastero di San Salvatore a Fontana Taona, possiamo avere un\u2019idea pi\u00f9 precisa della sua posizione geografica.<\/p>\n\n\n\n<p>Se in un atto di donazione del 1086<a href=\"#_ftn34\">[34]<\/a> sono considerate indipendenti varie localit\u00e0, fra cui Cerro, Monticelli e Monte Femmina, in un atto di vendita del 1118 viene detto esplicitamente che la localit\u00e0 Cerro si trovava sotto la giurisdizione di Monticelli, segno che era passata sotto la propriet\u00e0 di un abitante di questo villaggio. Si tratta del noto documento in cui <em>Iohannes q. Alberti de vico Monticelga cum Ermingarda que est mater <\/em>vende al monastero di San Salvatore, <em>causa egestatis et paupertatis, medietatem ex uno castagneto cum terrula sua quod iacet in pertinentia de predicto vico, ubi dicitur Cerro<\/em><a href=\"#_ftn35\">[35]<\/a>. La localit\u00e0 Cerro esiste tuttora ed \u00e8 situata sulle pendici settentrionali del Monte Lavacchio<a href=\"#_ftn36\">[36]<\/a>. Da questa zona scendeva la strada che portava alla Limentrella e poi risaliva verso Treppio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso si pu\u00f2 dire a proposito della localit\u00e0 <em>Albarita<\/em> o <em>Albareta<\/em>. Se nel 1068<a href=\"#_ftn37\">[37]<\/a> <em>Albarita<\/em> era situata entro i confini di Torri, nel 1235<a href=\"#_ftn38\">[38]<\/a> <em>Albareta<\/em> faceva parte di Monticelli ed era l\u2019oggetto di un atto di vendita: <em>Corsolinus q. Giani dicti loci (Monticelli) vendidit Incontro q. Iacoppi proprietatem unius petie terre castagnetose (\u2026) posite in confinibus Monticelli in loco qui dicitur Albareta<\/em>. Nel 1267<a href=\"#_ftn39\">[39]<\/a> \u00e8 citata di nuovo questa localit\u00e0, anche se, in questo caso, non \u00e8 specificata un\u2019appartenenza diretta a Monticelli. Tuttavia, poich\u00e9 tutti gli altri terreni citati nel testo lo sono, si pu\u00f2 supporre che, in quel periodo, sia ancora sotto la sua giurisdizione. Questi toponimi sono probabilmente identificabili con l\u2019odierna Alberete, una zona con prevalenza di castagni situata <em>sulla destra del Fosso della Cappuccia ed a valle della strada rotabile da Lentula a Torri<\/em><a href=\"#_ftn40\">[40]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro importante documento che ci illumina sull\u2019estensione del territorio di Monticelli risale al 1250<a href=\"#_ftn41\">[41]<\/a>: Maria, vedova di Incontro, concede alla chiesa di San Martino di Monticelli <em>unum petium castagneti positi infra confines Montiselli ad Cerredolum<\/em><a href=\"#_ftn42\">[42]<\/a><em>. <\/em>La localit\u00e0 <em>Cerredolum<\/em> \u00e8 verosimilmente da identificare con l\u2019odierna Cerredoli, che \u00e8 un <em>tratto a limitata pendenza della dorsale tra la Limentra orientale e la Limentrella<a href=\"#_ftn43\"><strong>[43]<\/strong><\/a><\/em>, situato quindi accanto e poco pi\u00f9 in basso rispetto alla Torraccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbero altri toponimi facenti parte dell\u2019antico Monticelli, di cui oggi, per\u00f2, non sappiamo pi\u00f9 nulla, per cui sarebbe azzardato tentare un\u2019ipotesi di identificazione. Uno di questi \u00e8 <em>Buitale<\/em>: \u2026 <em>unum petium terre castagneti positum in territorio de Monticelli in loco dicto Buitale<\/em><a href=\"#_ftn44\">[44]<\/a><em>.<\/em> Un altro \u00e8 <em>Moscheto<\/em>: \u2026 <em>medietatem pro indivisum unius petie terre castaneata posita in pertinentia Montesellie in loco qui dicitur nel Moscheto<a href=\"#_ftn45\"><strong>[45]<\/strong><\/a><\/em>. Interessante \u00e8 poi il toponimo <em>Capanacci<\/em>, menzionato in un atto in cui Parte e suo figlio Rubellotto, con le rispettive mogli Bona e Angelica, vendono a Incontro <em>unum petium terre castaneate positum ad Capanacci <\/em>confinato da <em>ecclesie de Montiselli<\/em>, dalla <em>via<\/em> e da altri proprietari<a href=\"#_ftn46\">[46]<\/a>. <em>Capanacci<\/em> potrebbe alludere a \u201cCapannacci\u201d, ossia a delle capanne in rovina. Con il passare del tempo, per\u00f2, potrebbe anche essere stato modificato nell\u2019attuale toponimo \u201cPianacci\u201d, conosciuto almeno fino dal Seicento<a href=\"#_ftn47\">[47]<\/a>, vale a dire un piccolo gruppo di case adiacente alla Torraccia, vicino all\u2019oratorio di San Martino e situato lungo la vecchia strada che portava a Torri, disposto in un terreno quasi pianeggiante molto favorevole ad un insediamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo spunto da questi documenti si pu\u00f2 quindi affermare che Monticelli non doveva essere circoscritto alle pendici del monte Lavacchio, ma doveva comprendere anche le localit\u00e0 di Alberete e della Torraccia, giacch\u00e9 si estendeva oltre queste ultime almeno fino a Cerredoli<a href=\"#_ftn48\">[48]<\/a>. Era un villaggio con case e terreni coltivabili e con i castagneti come coltura predominante. Non era un castello o una fortezza, anche perch\u00e9 ci\u00f2 non era necessario: gli abitanti si sarebbero potuti rifugiare, in caso di pericolo, nel vicino villaggio fortificato di Torri. Probabilmente nella sua giurisdizione fu eretta almeno una torre di guardia, capace di osservare Treppio, Fossato e le strade che salivano dal fondovalle. Questa struttura, tuttavia, non faceva parte di una fortificazione, come supposto, anche se pu\u00f2 essere plausibile che il toponimo Torraccia derivi da una torre in rovina, ma doveva essere un posto di vedetta molto utile per il castello di Torri il quale non aveva una visibilit\u00e0 diretta del territorio limitrofo.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>I principali sentieri nella valle della Limentra orientale<\/p>\n\n\n\n<p>(elaborazione di F. Matteoni)<\/p>\n\n\n\n<p>A. Pucci, <em>Il territorio di Monticelli nel Medioevo (nuove ipotesi)<\/em>, \u201cNu\u00e8ter\u201d, XLII, n.84, Porretta Terme, Gruppo di studi alta valle del Reno, dicembre 2016, pp.334-340.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> La ragione \u00e8 che formarono un unico Comune rurale (<em>Liber finium districtus Pistorii (a. 1255) <\/em>(in seguito<em> Liber finium<\/em>);<em> Liber focorum districtus Pistorii (a. 1226) <\/em>[ma 1244 circa]<em>, <\/em>a cura di Q. Santoli, Roma 1956 (\u201cFonti per la storia d\u2019Italia\u201d, 93), pp. 245-247, 312. Insieme a Treppio e a Fossato, inoltre, fecero parte della stessa podesteria (<em>Breve et ordinamenta populi Pistorii anni MCCLXXXIIII<\/em>,ripubblicato in Regesta Chartarum Pistoriensium (in seguito RCP), <em>Statuti pistoiesi del secolo XIII<\/em>, a cura di R. Nelli e G. Pinto, II, pp.104-105; <em>Statutum potestatis comunis Pistorii (1296)<\/em>, <em>ibidem<\/em>, III, pp.17-18.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> M. Salvi, <em>Delle historie di Pistoia e fazioni d\u2019Italia <\/em>(in seguito Salvi), Roma 1656-1662 voll. I e II, <em>passim<\/em>; <em>Storie pistoresi, MCCC-MCCCXLVIII<\/em>, ristampa anastatica a cura di R. Nelli, Pistoia 2011 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 19), <em>passim<\/em>; A. F. Zacharia, <em>Anecdotorum Medii Aevi maximam partem ex archivis Pistoriensibus collectio <\/em>(in seguito Zacharia), Torino 1755, <em>passim<\/em>; J. M. Fioravanti, <em>Memorie storiche della citt\u00e0 di Pistoia <\/em>(in seguito Fioravanti), Lucca 1768, <em>passim<\/em>. Si consideri anche il manoscritto dell\u2019Ottocento in R. Zagnoni, <em>Una \u201cstoria\u201d inedita di Treppio, Torri e Fossato,<\/em> in \u201cNu\u00e8ter\u201d, XIV, 1998, n.28, Porretta Terme, pp. 82-87.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> A[tanasio] B[utelli], <em>Intorno a Treppio <\/em>(in seguito <em>Intorno a Treppio<\/em>), Firenze 1918, p.10.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> <em>Dizionario toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese <\/em>(in seguito <em>Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>), a cura di N. Rauty, Pistoia 1993, p. 105.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> E. Fantappie\u2019, <em>Il comune di Cantagallo e le sue fazioni <\/em>(in seguito<em> Il comune di Cantagallo<\/em>), Firenze 1903, p. 24.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> R. Zagnoni, <em>Note storiche sulla chiesa di San Martino di Monticelli nei secoli XI-XVII <\/em>(in seguito <em>Note storiche<\/em>)<em>,<\/em> \u201cNu\u00e8ter\u201d, XIX, 1993, n. 37, Porretta Terme, p.136; M. Bruschi, <em>L\u2019antico Monticelli e S. Martino alla Torraccia. Nuove considerazioni<\/em>, \u201cNu\u00e8ter\u201d, XXIX, 2003, n. 57, Porretta Terme, p. 45<em>; Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>, p. 123.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> N. Rauty, <em>Il castello di Torri dalle origini all\u2019et\u00e0 comunale <\/em>(in seguito <em>Il castello di Torri<\/em>), in <em>Torri e il comprensorio delle Limentre nella storia<\/em>, Porretta Terme-Pistoia 1995 (\u201cStoria e ricerca sul campo fra Emilia e Toscana\u201d, 3), pp. 10-11; L. De Marchi, <em>Primi risultati di una ricerca di archeologia globale del territorio in val Reno<\/em>, \u201cNu\u00e8ter\u201d, XXVII, Porretta Terme, 2001, n. 54 (\u201cNu\u00e8ter-Ricerche\u201d, 20), pp. 350-351.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Le carte della Badia a Taona sono state regestate in RCP,<em> Monastero di San Salvatore a Fontana Taona, Secoli XI e XII <\/em>(in seguito <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>), a cura di V. Torelli Vignali, Pistoia 1999 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 15) e in RCP<em>, Monastero di San Salvatore a Fontana Taona, Secolo XIII <\/em>(in seguito <em>Taona, secolo XIII<\/em>), a cura di A. Petrucciani, I. Giacomelli, Pistoia 2009 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 18).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> L\u2019opinione che fosse pi\u00f9 antico \u00e8 riportata da R. Zagnoni, <em>Note storiche<\/em>, p. 136, ed \u00e8 basata su un documento del 1232. Questa datazione, tuttavia, \u00e8 piuttosto lontana dalle origini dei due insediamenti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> RCP<em>, Alto Medioevo, 493-1000, <\/em>Pistoia 1973 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 2), 98 (982 agosto).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> RCP<em>, Canonica di S. Zenone, secolo XI, <\/em>a cura di N. Rauty, Pistoia 1985 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 7), 43 (1021 ottobre).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, 62 (1034 aprile)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 17 (1052 maggio 20).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> <em>Liber censuum Comunis Pistorii <\/em>(in seguito <em>Liber censuum<\/em>), regesto a cura di Q. Santoli, Pistoia 1915 (Fonti storiche pistoiesi, 1), 144 (1221 dicembre 22) e 166 (1222 luglio 16).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Salvi, vol. I, p.136; Zacharia, pp.77-78; Fioravanti, p.62; <em>Il comune di Cantagallo<\/em>, p. 24; <em>Intorno a Treppio<\/em>, p. 10.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 35 (1068 luglio), 38 (1085 settembre 8), 56 (1106 agosto 24), 63 (1114 agosto); <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 328 (1244 agosto 12), 489 (1270 maggio 25), 508 (1273 agosto 10), Appendice II (1396 marzo 25); <em>Liber censuum<\/em>, 745, 747, 748, 749, 750 (1319 settembre 22),&nbsp; 866 (1382 verso); <em>Le \u201cProvvisioni\u201d<\/em> <em>del<\/em> <em>Comune di Pistoia (secolo XIV)<\/em> (in seguito <em>Le \u201cProvvisioni\u201d<\/em>), a cura di G. Francesconi, S. Gelli, F. Iacomelli, Pistoia 2015 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 21) 125 (1330 dicembre 27), 4941 (1352 novembre 12), 5033 (1353 maggio 6).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 67 (1118 maggio 1), 70 (1118 dicembre 14); <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 332 (1244 dicembre 28); <em>Le \u201cProvvisioni\u201d<\/em>, 62 (1330 settembre 28), 5033 (1353 maggio 6).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 63 (1114 agosto).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> <em>Le \u201cProvvisioni\u201d<\/em>, 5033 (1353 maggio 6).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> R. Zagnoni, <em>La coltivazione del castagno nella montagna fra Bologna e Pistoia nei secoli XI-XIII,<\/em> in <em>Il Medioevo nella montagna tosco-bolognese, uomini e strutture in una terra di confine<\/em>, Porretta Terme, 2004 (\u201cI libri di Nu\u00e8ter, 35), pp. 443-455. Sulla coltivazione dei castagni e sul loro impiego in generale cfr. G. Cherubini, <em>L\u2019Italia rurale del basso Medioevo<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1985, pp.147-171 (edito nuovamente nel 1996).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 38 (1085 settembre 8), 51 (1103 aprile 5), 52 (1103 aprile 5), 67 (1118 maggio 1); <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 257 (1233 aprile 24), 263 (1234 marzo 31), 266 (1235 novembre 18), 322 (1244 luglio 31), 323 (1244 agosto 1), 324 (1244 agosto 1), 325 (1244 agosto 2), 326 (1244 agosto 2), 327 (1244 agosto 2), 330 (1244 ottobre 1), 332 (1244 dicembre 28), 390 (1250 dicembre 28), 462 (1267 febbraio 8), 467 (1268 ottobre 13),Appendice II (1396 marzo 25); RCP<em>, Monastero di Forcole (1200-1250) <\/em>(in seguito <em>Forcole<\/em>), a cura di R. Nelli, Pistoia, 1990 (\u201cFonti storiche pistoiesi\u201d, 10), 253, 1244 aprile 18, 282, 1250 novembre 27.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Lo staioro pistoiese corrisponde a circa 1266 metri quadrati (N. Rauty, <em>Appunti di metrologia pistoiese<\/em>, oggi in Idem, <em>Pistoia, citt\u00e0 e territorio nel medioevo<\/em>,Pistoia 2003 (\u201cBiblioteca Storica Pistoiese\u201d, VIII), p.209. In una <em>cartula <\/em><em>offertionis <\/em>del 1054un\u2019estensione di tre staiori \u00e8 considerata un piccolo appezzamento di terra (<em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 19, 1054 giugno 5).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> In un documento del 1196, sia pure riguardante Fossato, \u00e8 riportato chiaramente l\u2019impegno da parte del concessionario del terreno di eseguire nuovi lavori entro sei anni per incrementare la produzione (R. Zagnoni, <em>Un documento del 1196 sulla coltivazione dei castagneti a Fossato<\/em>, \u201cNu\u00e8ter\u201d, XXV, 1998, n.49, Porretta Terme, pp. 261-265).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 110 (1175 marzo 27); <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 226, 1230 settembre 14.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 237 (1231 febbraio 9).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;[26] &nbsp;La figura sulla viabilit\u00e0 nella valle della Limentra orientale \u00e8 stata elaborata da F. Matteoni sulla <em>Carta turistica e dei sentieri <\/em>edita dal Comune di Sambuca Pistoiese e allegata a <em>Le valli della Sambuca. Itinerari escursionistici e carta dei sentieri<\/em>, a cura di P. Balletti e P. Gioffredi, Comune di Sambuca Pistoiese, 1997.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Cfr. L. De Marchi, <em>I sassi scritti delle Limentre, Appennino pistoiese e pratese<\/em>, Porretta Terme 2000 (\u201cI libri di Nu\u00e8ter\u201d, 26);R. Zagnoni, <em>Tracce medievali dei massi incisi delle Limentre<\/em>, \u201cNu\u00e8ter\u201d, XXIV, 1999, n. 48, Porretta Terme, pp. 120-121).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 237 (1231 febbraio 9).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 255 (1232 novembre 25); <em>Il castello di Torri<\/em>, p. 11.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 323 (1244 agosto 1).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> <em>Forcole<\/em>, 282 (1250 novembre 27);<em> Taona, secolo XIII<\/em>, 392 (1251 ottobre 9).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> <em>Intorno a Treppio<\/em>, p. 10.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> A. Mattei, <em>I miei ricordi di Torri e del Monachino<\/em>, Pistoia 2000, p. 25.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref34\">[34]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 39 (1086 febbraio 16).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref35\">[35]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 67 (1118 maggio 1).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref36\">[36]<\/a> <em>Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>, p. 85.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref37\">[37]<\/a> <em>Taona, secoli XI e XII<\/em>, 35 (1068 luglio).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref38\">[38]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 266 (1235 novembre 18).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref39\">[39]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 462 (1267 febbraio 8).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref40\">[40]<\/a> <em>Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>, p. 40 (In questo stesso luogo il riferimento del cit. doc. del 1068 \u00e8 attribuito ad <em>Albereta<\/em>, ossia a <em>campi in zona pianeggiante sulla riva sinistra della Limentra orientale<\/em>. Secondo me, invece, dovrebbe essere riferito ad <em>Alberete<\/em> per la sua maggiore vicinanza al paese di Torri e all\u2019antico Monticelli).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref41\">[41]<\/a> <em>Forcole<\/em>, 282 (1250 novembre 27).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref42\">[42]<\/a> Nel testo \u00e8 riportato erroneamente San Marco.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref43\">[43]<\/a> <em>Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>, p.85.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref44\">[44]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 462 (1267 febbraio 8). <em>Buitale <\/em>\u00e8 menzionato anche in altri documenti: <em>ibidem,<\/em> 323 e 324 (1244 agosto 1), 326 (1244 agosto 2).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref45\">[45]<\/a> <em>Taona, secolo XIII<\/em>, 257 (1233 aprile 24).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref46\">[46]<\/a> <em>Forcole<\/em>, 253 (1244 aprile 18).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref47\">[47]<\/a> <em>Dizionario toponomastico<\/em> <em>di Sambuca<\/em>, p.135.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref48\">[48]<\/a> Il territorio del Comune rurale di Torri e Monticelli arrivava, infatti, fino alla Limentra; questo fiume segnava il confine con il Comune di Fossato (<em>Liber finium, <\/em>p. 312).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alberto Pucci La comunit\u00e0 di Monticelli \u00e8 menzionata nei documenti sempre insieme a quella di Torri, nonostante siano due luoghi diversi, distanti non pi\u00f9 di un paio di chilometri[1]. Con il trascorrere del tempo, per\u00f2, si \u00e8 persa la memoria dell\u2019ubicazione di Monticelli, sebbene la sua esistenza non sia mai stata messa in dubbio[2]. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-234","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":235,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/234\/revisions\/235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}