{"id":2,"date":"2020-08-27T16:52:13","date_gmt":"2020-08-27T16:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.torridisambucapistoiese.it\/wp\/?page_id=2"},"modified":"2020-08-30T08:50:18","modified_gmt":"2020-08-30T08:50:18","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/storia\/","title":{"rendered":"Storia di Torri"},"content":{"rendered":"\n<p>Torri, un paese dimenticato<br>di Alberto Pucci<\/p>\n\n\n\n<p>Torri, una storia millenaria e gloriosa che l\u2019indifferenza della gente sembra aver cancellato per sempre, cos\u00ec come il muschio nasconde poco alla volta le tracce degli uomini sugli antichi muri.<\/p>\n\n\n\n<p>Un documento del 982 d.C. afferma che in <em>loco Turri <\/em>viera un podere lavorato da un certo massaro Asprando, un personaggio di discendenza longobarda. In origine, infatti, Torri faceva parte dello schieramento longobardo che arrivava al castello di Stagno e si contrapponeva al fronte bizantino attestato lungo le valli del Sambro e del Reno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019XI secolo Torri (<em>castrum de Turri<\/em>) era sottoposto ai signori di Stagno, i quali controllavano il territorio della Limentra orientale. Il castello rivestiva quindi un ruolo essenziale di difesa per queste vallate.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il declino delle signorie feudali, Torri e gli altri paesi limitrofi si organizzarono in comuni rurali facenti parte del distretto di Pistoia. La vicinanza di Torri con la via Francesca (una variante della via Francigena) e i rapporti con il monastero di San Salvatore di Fontana Taona determinarono un ulteriore sviluppo del paese sia dal punto di vista economico che sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1244, come attesta il <em>Liber focorum<\/em> (un elenco di contribuenti per fini fiscali), a Torri e Monticelli (l\u2019attuale Torraccia) vi erano circa 245 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutta la durata del XIII secolo, tuttavia, bench\u00e9 dipendenti dal Comune di Pistoia, Torri, Monticelli, Treppio e Fossato risentirono dell\u2019influenza dei conti Alberti che avevano acquisito dal papa gli antichi privilegi feudali e intendevano esercitare i loro diritti. Soltanto nel 1319 il comune pistoiese riusc\u00ec a riscattare questo territorio mediante il pagamento di ben trecento fiorini d\u2019oro. Era il 22 settembre di quell\u2019anno, uno dei pi\u00f9 gloriosi della storia del paese. \u00c8 facile immaginare l\u2019evento come descritto nel <em>Liber censuum.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Accompagnati dal suono dei tamburi e delle chiarine fecero il loro ingresso nel castello ser Francesco e gli <em>anziani<\/em> inviati dal comune insieme al nuovo podest\u00e0 Bartolomeo de\u2019 Tebertelli e al suo segretario Mone Bindi. Della delegazione pistoiese faceva parte anche il famoso poeta Cino de\u2019 Sinibuldi, ossia Cino da Pistoia, il poeta amico di Dante. Suggestiva ed emozionante doveva essere stata la cerimonia della consegna delle chiavi del castello. La moltitudine dei colori dei vestiti si mescolava a quella delle bandiere e delle insegne nobiliari, mentre il nitrito dei cavalli e le dichiarazioni di giuramento erano attutiti dagli applausi dei presenti e dai comandi urlati dal capitano del contingente militare di scorta. E infine la festa e il lauto banchetto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda met\u00e0 del Trecento non fu altrettanto felice. La crisi economica dovuta ad una forte pressione sociale, le pesti e le carestie che si succedettero senza sosta, il banditismo e i conflitti sociali determinarono un progressivo declino economico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1351 Giovanni Visconti di Oleggio, governatore di Bologna e figlio naturale dell\u2019arcivescovo milanese, occup\u00f2 Torri e altre localit\u00e0 della montagna e solo l\u2019intervento decisivo del Comune di Firenze ripristin\u00f2 lo stato precedente (pace di Sarzana del 31 marzo 1353). In quegli anni l\u2019inarrestabile crollo demografico determin\u00f2 l\u2019abbandono definitivo di diversi villaggi (fra cui Monticelli).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo Pistoia dipendeva sempre di pi\u00f9 da Firenze finch\u00e9, nel gennaio del 1402, i fiorentini la sottomisero anche formalmente. Essi riorganizzarono il contado in quattro podesterie, oltre al Capitanato della Montagna, e Torri entr\u00f2 a far parte della podesteria del Montale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo si era fatta sempre pi\u00f9 drammatica la lotta fra la famiglia dei Panciatichi e quella dei Cancellieri. Ricciardo Cancellieri, a seguito di una congiura non riuscita contro Giovanni Panciatichi, nell\u2019agosto del 1401 si era rifugiato nel castello di Sambuca e da l\u00ec aveva cominciato a saccheggiare le localit\u00e0 appartenenti all\u2019altra fazione. Le comunit\u00e0 della montagna pistoiese, infatti, parteggiavano per l\u2019una o per l\u2019altra famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il castello di Torri, che si era schierato con il Comune di Pistoia, e quindi dalla parte dei Panciatichi, dovette anch\u2019esso subire la furia di Ricciardo. Ser Luca Dominici, nelle sue <em>Cronache<\/em>, scrisse che nel luglio del 1402 i soldati dei Cancellieri giunsero a Torri dichiarando di essere un contingente militare inviato dal comune di Pistoia per rafforzare le difese. Lo stratagemma funzion\u00f2 e fu aperta la porta di accesso. Cos\u00ec il castello fu saccheggiato e incendiato e gli uomini che si trovavano al di fuori nel momento dell\u2019incursione non vi fecero pi\u00f9 ritorno e si trasferirono altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Per vari anni il luogo rimase abbandonato. Il catasto fiorentino del 1427 attest\u00f2 che Torri era ormai privo di abitanti e questa situazione si protrasse per tutta la prima met\u00e0 del XV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comune di Firenze, alla fine, riconoscendo l\u2019importanza strategica di Torri per il controllo dei valichi dell\u2019Appennino posti al confine con l\u2019area bolognese, fece pressione con le autorit\u00e0 pistoiesi affinch\u00e9 provvedessero a ripopolare il paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che nel 1458, come narra il Salvi nelle sue <em>Historie<\/em>,Niccol\u00f2 di Giffredi del Secchio, originario della zona del Frignano, mediante l\u2019assicurazione di Pistoia di un forte sconto dalle tasse, si spost\u00f2 con tutta la sua famiglia e i parenti per andare ad abitare a Torri, riportandolo di fatto ad una nuova vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo espediente ebbe successo e il patto fu mantenuto nel tempo. Dalle <em>Memorie storiche <\/em>del Fioravanti apprendiamo che nel 1628 il trattato fra gli abitanti di Torri e il comune di Pistoia era ancora valido, ma fu comunque aggiornato: al posto della vitella che costituiva fino ad allora il pagamento, le autorit\u00e0 ricevettero, a partire da quella data, un contributo di 100 lire.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il dominio granducale il paese ritrov\u00f2 l\u2019antico benessere. Il superamento delle lotte fra le fazioni, l\u2019abbattimento delle barriere doganali (dovuto al fatto che ormai tutte le citt\u00e0 della Toscana facevano parte dello stato fiorentino), il potenziamento della rete viaria determinarono lo sviluppo del commercio e, di conseguenza, l\u2019incremento dell\u2019allevamento e dell\u2019agricoltura. Nella zona di Torri e in altri centri della montagna furono perfino impiantate fabbriche industriali dedite alla lavorazione del ferro.<\/p>\n\n\n\n<p>La momentanea crisi dovuta all\u2019esercito di papa Urbano VIII Barberini che, nel 1643, pass\u00f2 dal territorio della montagna pistoiese, nelle vicinanze di Pavana, Treppio, Torri e della pieve di Valdibure per raggiungere Pistoia, poi risolta dalla resistenza opposta dalla citt\u00e0, non determin\u00f2 un impoverimento del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai due catasti del 1655 e del 1730 si evince, anzi, che Torri era ancora un centro attivo, dedito ai consueti lavori. Oltre all\u2019allevamento di pecore, la maggiore risorsa, come sempre, derivava dalla raccolta delle castagne. Con l\u2019essiccazione di questo frutto veniva ottenuta quella farina dolce che \u00e8 rimasta fondamentale per l\u2019alimentazione locale fino alla met\u00e0 del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la proclamazione di Pietro Leopoldo I (1775-1799) granduca di Toscana, si ebbero dei significativi mutamenti sia dal punto di vista amministrativo che religioso. Nel 1775 Torri entr\u00f2 a far parte della Comunit\u00e0 di Montale, mentre nel 1784 la chiesa di Santa Maria Assunta pass\u00f2 dalla diocesi di Bologna, della quale fino a quell\u2019anno aveva fatto parte, a quella di Pistoia. Era il tempo del vescovo giansenista Scipione de\u2019 Ricci e le polemiche fra <em>ricciani <\/em>e <em>antiricciani<\/em> si fecero sentire anche a Torri. Uno dei protagonisti di questi scontri fu il parroco di allora, don Petronio Pupilli. Tra l\u2019altro, durante il suo sacerdozio, fu iniziata la totale riedificazione della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una brusca frenata alle attivit\u00e0 produttive non solo di Torri, ma anche di tutta la Toscana, si ebbe invece con l\u2019occupazione francese. Il trattato del 1807, che assegnava questa regione all\u2019impero, segn\u00f2 l\u2019inizio di un periodo di generale decadenza. Le forti contribuzioni imposte alle comunit\u00e0, le espropriazioni per l\u2019approvvigionamento delle truppe, l\u2019introduzione della leva obbligatoria che allontanava molti giovani dalle famiglie determinarono un diffuso malcontento e, nello stesso tempo, una profonda crisi delle attivit\u00e0 agricole e commerciali. Non a caso, dai documenti conservati nell\u2019Archivio Diocesano di Pistoia possiamo dedurre che, a partire dall\u2019ultimo decennio del Settecento, inizi\u00f2 la consuetudine dei torrigiani di andare a lavorare nelle Maremme toscane e romane.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la <em>Restaurazione<\/em> fu ripristinato l\u2019ordinamento delle podesterie e, nel 1814, il paese di Torri fu incorporato nella comunit\u00e0 della Sambuca.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare del tempo il fenomeno dell\u2019emigrazione divenne sempre pi\u00f9 consistente. Le mete pi\u00f9 frequenti furono la Corsica e la Sardegna, ove erano richiesti carbonai, tagliaboschi e braccianti. Le partenze si concentravano soprattutto nei mesi di novembre e di dicembre, ossia dopo la raccolta delle castagne, e i mesi di lavoro duravano fino a maggio o a giugno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abitato di Torri, ancora isolato dalle grandi vie di comunicazione, partecip\u00f2 marginalmente al mutamento storico del <em>Risorgimento<\/em> e dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. Le lettere della curia vescovile e gli editti del comune di Sambuca rimangono gli unici documenti indicativi di una comunit\u00e0 che accolse il cambiamento delle istituzioni senza eccessivi clamori. La preferenza per il tranquillo scorrere del tempo e la fatica del lavoro quotidiano rimasero per molti anni i caratteri distintivi di una societ\u00e0 che aveva fatto della sopravvivenza lo scopo principale della propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento fino alla prima guerra mondiale il paese evidenzi\u00f2 una ripresa delle attivit\u00e0 economiche e, di conseguenza, una costante crescita della popolazione. Si pass\u00f2 dai 550 abitanti del 1855 ai 759 del 1879 fino ai 1020 del 1912.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle due guerre mondiali, come testimoniano i monumenti ai caduti posti sulla facciata della canonica e nella piazza del paese, Torri dette il suo contributo di morti. Fra i nomi dei militari che combatterono e morirono per la patria sono riconoscibili quelli delle famiglie pi\u00f9 note del paese: Antonini, Biolchi, Bruni, Gioffredi (probabilmente discendenti da quel Giffredi del Secchio che aveva anticamente ripopolato il paese), Matteoni, Turchi, Tamburini. Mancano soltanto i Bertinelli e i Battistini, ma gli appartenenti a queste famiglie ebbero la fortuna di ritornare a casa indenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Trenta del Novecento Torri raggiunse il suo massimo storico con ben 1060 residenti. Nel paese vi erano botteghe di ogni genere e la scuola elementare accoglieva un consistente numero di studenti. Come nei tempi antichi l\u2019economia era ancora basata sull\u2019allevamento e sull\u2019agricoltura, sulle risorse del bosco, sulla raccolta delle castagne. Si potevano vedere, allora, campi coltivati estesi sui monti circostanti senza soluzione di continuit\u00e0 e la vegetazione non era, come ora, a ridosso delle case, ma lasciava spazio agli orti, ai campi di segale e di miglio, cereali anch\u2019essi essenziali per il sostentamento. Ciascuno provvedeva a mantenere efficiente la sua propriet\u00e0 con la pulizia dei sentieri, i muri a secco, i canali di scorrimento per l\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente tutto ci\u00f2 non era sufficiente per una vita agiata e senza pensieri. Per questo molti uomini del paese, negli anni Cinquanta, inventarono un nuovo lavoro per incrementare i guadagni. Le periferie delle grandi citt\u00e0, caratterizzate dalle imponenti costruzioni di edifici popolari con riscaldamenti centralizzati, richiedevano sempre di pi\u00f9 una manodopera efficiente che riempisse costantemente le caldaie con il carbone e le tenesse pulite. Fu cos\u00ec che molti torrigiani partirono da Torri per andare a lavorare come <em>fuochisti. <\/em>Costoro lasciavano a met\u00e0 settembre le famiglie per trasferirsi a Milano e rimanevano l\u00ec fino a primavera. Il lavoro era duro. Dalle cinque di mattina fino a tarda notte dovevano impalare quintali di carbone, mentre l\u2019alloggio consisteva in uno sgabuzzino privo di finestre posto nelle vicinanze. D\u2019altra parte, mentre le persone rimaste in paese dovevano vivere con non pi\u00f9 di 15.000 lire al mese, i fuochisti riuscirono a raggiungere anche 42-45.000 lire. Una bella somma che attir\u00f2 molte persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri, invece, preferirono l\u2019espatrio. L\u2019emigrazione stagionale verso la Corsica, la Francia, il Belgio continu\u00f2 incessantemente e ci fu addirittura chi si stabil\u00ec negli Stati Uniti ottenendo la cittadinanza. Ma il pensiero per Torri non venne comunque meno. Le poesie degli emigranti dedicate al paese testimoniano ancora il vivo ricordo per la terra nativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una di queste, particolarmente suggestiva, fu scritta tanti anni fa da Ugolino Gioffredi, emigrato in Australia, ritornato momentaneamente dopo tanti anni a rivedere il suo paese:<\/p>\n\n\n\n<p>Inno a Torri<\/p>\n\n\n\n<p>Salve o Torri, vivissimo giardino,<br>nido sublime in mezzo ai monti lieti,<br>salve, o sorriso eterno d\u2019Appennino,<br>fonte di gioia, che ogni cuor disseti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi da lontano venne a te vicino<br>schiusi trov\u00f2 d\u2019ardore i tuoi segreti,<br>a l\u2019onesto passante tu sorridi<br>terra d\u2019incanto che tristezza uccidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come il soave amor nasce tra i nidi<br>cosparsi sui tuoi colli in primavera,<br>sono gioiosi i suoni, i canti, i gridi,<br>perdenti nel tramonto di ogni sera,<br>come son belli i tuoi montani lidi,<br>vivono all\u2019ombra della tua criniera,<br>mille fanciulle mille tenerezze,<br>mille sogni d\u2019amore e mille ebbrezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Sguardi sfreccianti, tremiti e carezze,<br>sorrisi, abbracci, baci, fiori e canti,<br>tramonti! Aurore! Fonti chiare e brezze,<br>spere di sole, fronti verdeggianti,<br>desiato respir, molli dolcezze<br>d\u2019augelli il cinguettio, greggi belanti,<br>questo sublime amor di folle gioia<br>tu lo sprigioni, o Torri di Pistoia!<\/p>\n\n\n\n<p>E finch\u00e9 non avr\u00f2 le cuoia secche<br>che da te mi divida non c\u2019\u00e8 nulla,<br>del tuo sorriso mai vivr\u00f2 di noia,<br>come se tu fossi mia materna culla!<\/p>\n\n\n\n<p>Che uccida questo amor, no, non c\u2019\u00e8 boia,<br>t\u2019amer\u00f2 come un sogno di fanciulla,<br>col nostalgico ardor t\u2019amer\u00f2 sempre,<br>finch\u00e9 fisico mio porter\u00e0 tempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il <em>boom <\/em>economico continu\u00f2 il lento ma costante abbandono del territorio verso quelle citt\u00e0 che potevano offrire ai giovani posti di lavoro nelle industrie e nel settore terziario e guadagni pi\u00f9 redditizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi rimase a vivere nel paese pot\u00e9 contare, tuttavia, su altre opportunit\u00e0 di profitto. <br>Fra il 1946 e il 1960 l\u2019apertura dei cantieri all\u2019Acquerino e alla Lastruccia, nei pressi di Torri, impegnarono molti torrigiani nel compito faticoso di interrare le piantine dei vivai. Le soste durante la giornata erano minime e anche il pranzo era consumato sul posto. Oggi tutte quelle foreste di abeti intorno all\u2019abitato fanno quasi paura per la loro altezza. Questo intervento \u00e8 stato molto criticato, perch\u00e9 gli alberi si riproducono sempre pi\u00f9 vicino alle case impedendo ai raggi del sole di riscaldare le pareti durante l\u2019inverno e mettendo in pericolo le stesse abitazioni per una eventuale loro caduta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apertura nel 1959 della strada <em>tagliafuoco <\/em>costruita a forza di pala e piccone che collegava Torri alla Badia a Taona, la costruzione nel 1965 della strada di accesso al paese, la Lentula-Torri e, l\u2019anno dopo, il collegamento della stessa localit\u00e0 con il Ponte di Fossato ampliarono le possibilit\u00e0 di comunicazione e di commercio. Per ironia della sorte, proprio quando il paese finalmente si apriva in tutte le direzioni verso il mondo esterno, Torri non riusc\u00ec a impedire ai propri abitanti di cercare lavoro altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allontanamento dal paese, infatti, prosegu\u00ec inesorabilmente. Per avere un\u2019idea di questo fenomeno si possono consultare i registri degli <em>stati d\u2019anime <\/em>(oggi conservati nell\u2019Archivio Diocesano di Pistoia) che i parroci compilavano, famiglia per famiglia e di anno in anno, oppure <em>Il monitore diocesano<\/em> e <em>l\u2019Annuario della diocesi di Pistoia <\/em>che riportavano il numero preciso delle persone di ogni parrocchia. Nel 1943 gli abitanti di Torri erano 850, nel 1951 514, nel 1961 261, nel 1968 135, nel 1976 115, nel 1981 93, nel 1994 65 e oggi non superano le venti unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1971 fu istituita una <em>Pro-Loco<\/em>, detta prima <em>C<\/em><em>omitato<\/em> e poi<em> Associazione per lo sviluppo turistico di Torri<\/em>, affinch\u00e9 il paese non fosse abbandonato. Essa si \u00e8 prodigata a programmare eventi estivi in modo da attirare nuove genti almeno durante la bella stagione. Agli episodi puramente ricreativi si sono alternati incontri culturali di notevole interesse con la partecipazione di studiosi illustri, soprattutto esperti di storia. Ma l\u2019attivit\u00e0 non si \u00e8 limitata soltanto a questo. <em>L\u2019Associazione <\/em>si \u00e8 fatta promotrice di occasionali opere di restauro che hanno valorizzato il patrimonio culturale di Torri. E, ancora, come non ricordare la nascita, per merito di Renzo Innocenti, di una collezione di manufatti e attrezzi antichi messa a disposizione del pubblico? \u00c8 questo un vero e proprio piccolo museo, testimonianza di una cultura contadina che non deve andare perduta.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi ultimi anni l\u2019esaurirsi del volontariato ha portato alla decisione di affidare la gestione del bar-ristorante ad altre persone. Attualmente la direzione del circolo \u00e8 in mano di una famiglia del paese. \u00c8 una soluzione giusta e opportuna che si spera duri a lungo nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la storia di Torri non si rileva solo dai documenti storici. Sui muri delle case, sugli architravi delle porte e ovunque meno te lo aspetti, corrosi dal tempo, emergono come d\u2019incanto i segni tangibili di coloro di cui si \u00e8 perso il ricordo, ma che ci hanno lasciato un segno della loro testimonianza. Come cicatrici incise sulle antiche pietre resistono motivi figurativi arcani, sculture misteriose, iscrizioni oggi non sempre decifrabili ma allora perfettamente comprensibili. Solo negli ultimi tempi \u00e8 stato effettuato un tentativo di interpretazione di questi simboli, alcuni dei quali ampiamente diffusi sulla montagna tosco-emiliana e non solo, altri costituenti invece un <em>unicum <\/em>nel panorama dell\u2019area appenninica. Certamente la vicinanza al paese delle cave di pietra e l\u2019intensa attivit\u00e0 degli scalpellini locali ha giocato un ruolo fondamentale nel diffondersi di queste opere, alcune delle quali interessanti dal punto di vista artistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Passeggiando per le strade del paese possiamo notare le <em>date incise<\/em> sui muri e sugli architravi delle porte. Alcune di esse sono molto antiche, anche se sono state riutilizzate per le edificazioni successive, cos\u00ec come molti altri simboli scolpiti. Vi sono poi le <em>iscrizioni<\/em>, spesso sintetiche, a volte dei veri e propri acronimi, con evidenziato il nome dell\u2019autore e lo scopo della dichiarazione. Molto comuni sono le <em>croci<\/em> e il cosiddetto <em>fiore della vita<\/em>, una rosa a sei petali che, per la particolare disposizione della corolla, ricorda il simbolo del <em>Chi-Rho<\/em>, ossia il monogramma di Cristo. Altro motivo conosciuto \u00e8 il Cristogramma <em>IHS<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le immagini pi\u00f9 suggestive vi sono quelle delle <em>teste apotropaiche<\/em> che sporgono dai muri e dai conci angolari delle case. Esse avevano la funzione di proteggere la famiglia dagli spiriti maligni. Generalmente in altorilievo, vantano numerosi tentativi moderni di imitazione. Questi ultimi, non rappresentando pi\u00f9 l\u2019intento degli antichi autori, sono diventati dei semplici, anche se eleganti, motivi decorativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre raffigurazioni, pi\u00f9 propriamente laiche, sono la <em>ruota a otto raggi<\/em>, i <em>seni femminili<\/em>, veri e propri richiami alla fertilit\u00e0, i <em>simboli dei muratori<\/em>: setaccio, squadra, martello, mazzuolo, scalpello, chiodo. Assimilabile come significato a questi ultimi \u00e8 una <em>mano<\/em> scolpita in bassorilievo, probabilmente rappresentante la <em>manus fabri<\/em>, ossia quella di colui che ha costruito la casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto diffusi sono i <em>tabernacoli<\/em> con le immagini in ceramica della Madonna con il Bambino. All\u2019interno di uno di questi, eccezionalmente, si possono vedere la croce e i simboli in legno dipinto della passione di Cristo. Le immagini di Maria addolorata o della Beata Vergine di San Luca si ritrovano anche nelle <em>nicchie<\/em> ricavate nei muri delle case. Queste opere anticamente facevano parte di un percorso di preghiere (le cos\u00ec dette <em>rogazioni<\/em>). Quando il sacerdote passava durante la processione raccoglieva le offerte (di genere alimentare) poste dai fedeli accanto ad esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutte le antiche tradizioni, compresa la festa per la protettrice di Torri, S. Margherita di Antiochia, sono state abbandonate. L\u2019unica rimasta \u00e8 la processione per Santa Maria Assunta. Il 15 agosto le campane suonano fin dal mattino e i loro <em>doppi<\/em> rievocano giorni di duro lavoro e fanno riflettere sulla vita che trascorre inesorabilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi le persone, probabilmente non riconoscendone il significato, non hanno pi\u00f9 quel rispetto per i segni tangibili del passato. Date capovolte e parti di architravi spezzati inseriti a caso nei paramenti murari confermano una diffusa noncuranza per una cultura ormai passata.<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo freddo vento d\u2019autunno Torri \u00e8 un paese dimenticato. Ma forse, nonostante tutto, non lo \u00e8. I torrigiani sanno che possono lasciare le loro case per tanto tempo o, addirittura, non vederle pi\u00f9, ma qualcosa rester\u00e0 in loro, qualcosa che li legher\u00e0 per sempre, perch\u00e9 le radici di una vita non potranno mai essere trasferite in un altro luogo. E cos\u00ec, anche se col passare degli anni tutto non sar\u00e0 come prima e il sole continuer\u00e0 a sorgere e tramontare su un territorio che mille e pi\u00f9 anni di storia hanno modificato, niente riuscir\u00e0 a sopprimerne l\u2019appassionato ricordo di un amore passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Torri. Storia, Tradizioni, Cultura, <\/em><\/strong><strong>Atti degli incontri culturali dal 1996 al 2002, a cura di P. Gioffredi, Associazione per lo sviluppo turistico di Torri \u2013 Societ\u00e0 pistoiese di storia patria, Rastignano (BO), 2003.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A. Pucci, <em>Torri e Monticelli nel Medioevo<\/em>, Pistoia, Settegiorni editore, 2016.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A. Pucci, <em>Torri e la sua chiesa. Uno sguardo d\u2019insieme<\/em>, Pistoia, Gruppo di studi alta valle del Reno \u2013 Parrocchia di Torri, 2019.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Figura 1 Torri in una stampa settecentesca (partic.)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"309\" height=\"455\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/mappa.jpg\" alt=\"Torri in una stampa settecentesca (partic.)\" class=\"wp-image-69\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/mappa.jpg 309w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/mappa-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/mappa-41x60.jpg 41w\" sizes=\"auto, (max-width: 309px) 100vw, 309px\" \/><figcaption>Torri in una stampa settecentesca (partic.)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Figura 2 Torri in una cartolina dei primi anni del Novecento<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/CartolinaTorri.jpg\" alt=\"Torri in una cartolina dei primi anni del Novecento\" class=\"wp-image-44\" width=\"606\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/CartolinaTorri.jpg 642w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/CartolinaTorri-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/CartolinaTorri-92x60.jpg 92w\" sizes=\"auto, (max-width: 606px) 100vw, 606px\" \/><figcaption>Torri in una cartolina dei primi anni del Novecento<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Figura 3 Il centro di Torri (Anni Cinquanta)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tettiinpietra.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62\" width=\"379\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tettiinpietra.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/tettiinpietra-66x60.jpg 66w\" sizes=\"auto, (max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><figcaption>Il centro di Torri (Anni Cinquanta)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 4 I dintorni di Torri (Anni Cinquanta)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dintornidiTorri.jpg\" alt=\"Il centro di Torri (Anni Cinquanta)\" class=\"wp-image-68\" width=\"438\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dintornidiTorri.jpg 421w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dintornidiTorri-284x300.jpg 284w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dintornidiTorri-57x60.jpg 57w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><figcaption>Il centro di Torri (Anni Cinquanta)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 5 Pecore condotte al pascolo da Leonetta Fiorini (1955)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/LeonettaLeontini.jpg\" alt=\"Pecore condotte al pascolo da Leonetta Fiorini (1955)\" class=\"wp-image-67\" width=\"451\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/LeonettaLeontini.jpg 403w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/LeonettaLeontini-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/LeonettaLeontini-75x60.jpg 75w\" sizes=\"auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><figcaption>Pecore condotte al pascolo da Leonetta Fiorini (1955)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 6 Silvana Turchi con il suo mulo (1957)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/SImonaTurchi.jpg\" alt=\"procaccia con mulo\" class=\"wp-image-66\" width=\"438\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/SImonaTurchi.jpg 399w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/SImonaTurchi-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/SImonaTurchi-80x60.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><figcaption>Silvana Turchi con il suo mulo (1957)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 7 Torrigiani in attesa del pranzo durante i lavori ai vivai (Anni Cinquanta)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/TorrigianiVivai.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65\" width=\"459\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/TorrigianiVivai.jpg 400w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/TorrigianiVivai-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/TorrigianiVivai-97x60.jpg 97w\" sizes=\"auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 8 Il paese di Torri<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"353\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/panorama-di-Torri.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-84\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/panorama-di-Torri.png 630w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/panorama-di-Torri-300x168.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/panorama-di-Torri-107x60.png 107w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 9 La chiesa di Santa Maria Assunta<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa.png\" alt=\"Torri in una cartolina dei primi anni del Novecento\" class=\"wp-image-83\" width=\"574\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa.png 626w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-300x225.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-80x60.png 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 10 Le cave di pietra<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Cave.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-82\" width=\"526\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Cave.jpg 475w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Cave-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Cave-80x60.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><figcaption>Le cave di pietra<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 11 Architrave scolpito con figure simboliche<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/architrave.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-81\" width=\"519\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/architrave.png 475w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/architrave-300x145.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/architrave-124x60.png 124w\" sizes=\"auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><figcaption>Architrave scolpito con figure simboliche<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 12 Date di fondazione e di restauro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/incisioneData.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-80\" width=\"400\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/incisioneData.png 271w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/incisioneData-80x60.png 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption>Date di fondazione e di restauro                      <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> Figura 13 Disco solare<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/discosolare.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-79\" width=\"435\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/discosolare.png 358w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/discosolare-300x171.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/discosolare-105x60.png 105w\" sizes=\"auto, (max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><figcaption>Disco solare <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 14 Ruota a otto raggi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/ruota8raggi.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-78\" width=\"491\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/ruota8raggi.png 376w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/ruota8raggi-300x161.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/ruota8raggi-112x60.png 112w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><figcaption>Ruota a otto raggi                                                                                <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <br>Figura 15 Seno scolpito<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/senoscolpito.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-77\" width=\"385\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/senoscolpito.png 250w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/senoscolpito-75x60.png 75w\" sizes=\"auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><figcaption>Seno scolpito<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 16 Teste apotropaiche&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testeapotropaiche.png\" alt=\"Teste apotropaiche Teste apotropaiche Teste\" class=\"wp-image-76\" width=\"406\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testeapotropaiche.png 315w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testeapotropaiche-226x300.png 226w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testeapotropaiche-45x60.png 45w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><figcaption>Teste apotropaiche                                                           <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 17 Testa apotropaica che mostra la lingua<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testa-lingua.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-75\" width=\"378\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testa-lingua.png 314w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testa-lingua-225x300.png 225w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/testa-lingua-45x60.png 45w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><figcaption>Testa apotropaica che mostra la lingua<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 18 Strumenti dei maestri muratori&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/strumentiMuratore.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-74\" width=\"401\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/strumentiMuratore.png 297w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/strumentiMuratore-80x60.png 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><figcaption>Strumenti dei maestri muratori                                     <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Figura 19 Mano scolpita<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/manoscolpita.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-73\" width=\"416\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/manoscolpita.png 327w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/manoscolpita-300x205.png 300w, https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/manoscolpita-88x60.png 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><figcaption>Mano scolpita <\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torri, un paese dimenticatodi Alberto Pucci Torri, una storia millenaria e gloriosa che l\u2019indifferenza della gente sembra aver cancellato per sempre, cos\u00ec come il muschio nasconde poco alla volta le tracce degli uomini sugli antichi muri. Un documento del 982 d.C. afferma che in loco Turri viera un podere lavorato da un certo massaro Asprando, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":195,"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2\/revisions\/195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lbcloud.it\/torri\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}