Itinerario TREPPIO, TORRI, PIAN DELLA RASA.

L’ itinerario, è il proseguimento del sentiero CAI 165 che proviene da Case Bettini, che, dopo aver attraversato la Limentra di Sambuca, si avvia ad attraversare la Limentrella e la Limentra Orientale. Per questa caratteristica, i due percorsi collegati insieme si possono anche definire come Traversata delle Valli delle tre Limentre.
Il nostro itinerario, ha origine dalla parte bassa del paese di Treppio (680 m.), in località detta la Piazza, e prosegue in lieve pendenza lungo una mulattiera, in parte interrotta da una strada da esbosco, fino a raggiungere il Ponte del Messi, o Ponte Nuovo (560 m.) sulla Limentrella.

Qui inizia una ripida salita lungo una bella mulattiera selciata, od ammassicciata, costruita veramente a regola d’arte, con alti muri a monte ed a valle per formare stretti, ma funzionali tornanti. Questo percorso, oggi meta turistica, è stato fino agli anni sessanta l’unica via di collegamento fra il paese di Torri e quello di Treppio, dove già nel 1934 fu aperta la strada rotabile. Inoltre a Treppio funzionava un ufficio distaccato del Comune di Sambuca, vi avevano il domicilio il medico condotto e l’ostetrica, ed erano presenti altri servizi di primaria importanza come lo smistamento della posta.
Continuando a salire, si ha una completa visuale sul paese di Treppio, che non ha la tipica conformazione dei paesi montani, ma bensì si presenta a gruppi di case sparse, fra le quali emerge il campanile della chiesa di San Michele Arcangelo. In alto alcuni campetti, piccoli boschi, sopra ai quali spicca il Poggio di Montecuccoli.
Proseguendo si raggiunge Cerro (769 m.) ove ci inseriamo in una strada da esbosco che prendiamo a sinistra. Sulla nostra destra in un pianoro, troviamo isolato un seccatoio o metato, a testimoniare la presenza in loco dell’uomo, del suo lavoro, della sua civiltà in un passato non troppo lontano.
Proseguiamo dunque lungo una strada da esbosco e, superato il Fosso Grande, in pochi minuti si raggiunge la strada asfaltata Lentula-Torri, in località Pianacci (886 m.). Si prosegue a destra per pochi metri , per poi girare nuovamente a destra in un sentiero che in pochi minuti, attraversando l’antica località di Monticelli, (nel Medioevo era qui un centro abitato, documentato fin dall’XI secolo (1056),con chiesa dedicata a San Martino cfr Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese pg 123) della quale è rimasto vivo nella memoria popolare solo il toponimo, conduce nuovamente sulla strada asfaltata, che conduce a Torri (912 m.)
Dopo una accurata visita al paese, si può ultimare la traversata delle tre Limentre, scendendo al Volotto (821 m.), L’Acqua (594 m.) dove attraversiamo la Limentra orientale per risalire al Rifugio Pacini alla Rasa (1001m.), dove ci si ricongiunge con il percorso GEA (grande escursione appenninica).
Per ulteriori particolari in merito all’escursione, si rimanda alla guida di Piero Balletti e Paolo Gioffredi:Le valli della Sambuca .

Cascina di Spedaletto-Torri-Tabernacolo di Gavigno a piedi o in mountainbike

Cascina di Spedaletto è un nucleo di antichi edifici tradizionalmente usati per finalità agricolo-pastorali: attualmente ospita un Agriturismo ed un posto tappa GEA (Grande Escursione Appenninica).
È posta sul crinale spartiacque appenninico in una pittoresca posizione al centro di una radura circondata da faggi secolari, in provincia di Pistoia ma a poche centinaia di metri dal confine sambucano. Da qui inizia il lungo itinerario proposto che passando per Ponte a Rigoli, Badia a Taona conduce a Torri, incrociando in questa località l’altro itinerario detto “Traversata delle tre Limentre”.
Muovendo dalla Cascina (881m) ci si dirige in direzione Nord, seguendo per circa 800 metri la strada provinciale fino a giungere a Ponte de’ Rigoli (825 m), confine Sud del Comune di Sambuca con Pistoia.
Superato il ponte, giriamo a sinistra (sentiero CAI 9/A) ed imbocchiamo una strada forestale che attraversa luoghi di interesse storico-naturalistico. Si tratta della strada del D’Ancona (così chiamata dal nome del suo costruttore , il fiorentino Giuseppe D’Ancona). Sulla nostra sinistra dopo poche centinaia di metri, un pianoro con alcune pietre sparse, interpretato come il luogo di un insediamento medievale che da recenti studi sembra essere Glozano.
Proseguendo in lieve salita si supera Ponte di Legno (914 m) fino a giungere a Bal di Carnevale (1043 m) dove ad attenderci c’è un’edicola con lapide dedicatoria in cui si legge:VEGLIA O VIANDANTE SUL LUOGO OVE SORSE IL MONASTERO DI SAN SALVATORE DI FONTANA TAONA RISPETTANE LE GLORIOSE VESTIGIA E MEDITA NELL’ALTO SILENZIO SOTTO QUESTI ALBERI ANTICHI LA GRANDEZZA DI DIO. Siamo ormai a pochi metri dalla Badia a Taona: si gira quindi a destra e dopo pochi metri un cartello turistico indica Badia a Taona (1091 m) ed una piccola strada chiusa da una sbarra conduce ai ruderi dell’antico Monastero, che meritano una visita, anche se della originaria struttura rimangono soltanto pietre sparse o riutilizzate per costruzioni successive.
Siamo a 12 Km da Torri. Da questo punto in avanti il nostro itinerario prosegue per la strada sterrata detta ‘tagliafuoco’, la prima strada rotabile che ha raggiunto Torri nel 1959.
Si aggira il Monte La Croce (1318 m), si raggiungono le pendici dell’Orto di Corso (1228 m), dove si dirama un sentiero che segue lo spartiacque fra la Limentrella e la Limentra di Sambuca. Noi seguiamo la strada principale aggirando un ripetitore delle telecomunicazioni alto ben 80 metri: a margine della strada una sorgente dalla quale sgorga acqua freschissima. Nella zona Sambuchella (1172 m), poco a monte della strada e in corrispondenza dell’inserimento del sentiero CAI “E” il Sasso alla Pasqua, con incisioni rupestri .
Proseguendo sempre per la “strada tagliafuoco” si scende verso Pian del Moro (1170 m), una sella dopo la quale la strada riprende a salire: si passa presso una tipica casetta detta De’ Mengarini fino a giugere al Poggio Felicione (1231 m) .
Aggirato Monte Femmina (1091 m) si entra in una zona di crinale denominata Pozze di Brigida (1086 m): di fronte un’ ampia veduta sulla valle della Limentra Orientale, sulle cime del monte Calvi, del poggio Cicialbo, del monte Bucciana.
In breve si raggiunge il Rifugio La Ca’ di Torri (892 m ) gestito dal CAI di Prato, dove ci si può fermare e, previa prenotazione, anche pernottare.
Siamo in vista del paese di Torri. Dal rifugio, si può scegliere se proseguire per la strada rotabile, oppure prendere il sentiero CAI 11A che scende al paese (912 m) in pochi minuti.
Quindi dopo una attenta visita al paese di Torri, dove funziona un esercizio di bar, alimentari, trattoria, si inizia a scendere, o per il sentiero CAI 11 A, molto bello e più breve, oppure per la strada rotabile. Dopo pochi minuti s’incontra la borgata di Casa Antonio (850 m) e percorrendo un breve tratto di strada asfaltata, dopo aver incontrato due tabernacoli, si può scegliere per raggiungere La Ciliegia (810 m) il sentiero oppure la strada.
Raggiunta La Ciliegia, si consiglia di proseguire per la strada sterrata , anche se un po’ più lunga per raggiungere Il Mosca (607 m) e subito dopo Molino di Fossato ( 534 m) in Comune di Cantagallo dove sono ancora attivi due mulini ad acqua per la molitura delle castagne.
Di qui si sale a Fossato (707 m), interessante paese adagiato su un crinale (esercizi di bar, alimentari, ristorante): il percorso continua per strada sterrata (informarsi in loco) o per strada asfaltata fino a raggiungere il crinale al Tabernacolo di Gavigno (968 m). Qui ci si inserisce nel percorso GEA, che avevamo abbandonato alla Cascina di Spedaletto.
Questo itinerario, con alcune varianti, per le sue caratteristiche del fondo stradale, si presta molto bene anche per gli amanti della mountain bike . Il percorso che consigliamo è il seguente: Cascina di Spedaletto, Acquerino, a sinistra in direzione Passo della Collina per ricongiungersi, a Bal Di Carnevale, all’itinerario sopra descritto e proseguire quindi fino a Tabernacolo di Gavigno. La lunghezza di questo tracciato si aggira intorno ai 35 Km.

Buoni camminatori possono percorrere il tracciato in una sola giornata: ma è più indicato percorrere il tracciato a tappe, programmando ad esempio una sosta per la notte al Rifugio La Ca.

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Ecomuseo della montagna

Il comune di Sambuca Pistoiese fa parte dell’Ecomuseo della montagna pistoiese con l’Itinerario della pietra. La escavazione di questo materiale, la sua lavorazione ed il suo utilizzo conservano nel nostro comune evidenti ed importanti testimonianze: negli edifici, siano essi ad uso rurale o artigianale (ovili, essiccatoi, carbonili, mulini, gualchiere, ferriere) o ad uso abitativo (architavi di finestre e porte e nelle pietre cantonali che riportano ornati, date e scritte incise o antiche maschere di pietra); ad uso religioso (chiese, oratori, cappelle, verginine); nella viabilità (strade selciate, muri, ponti); nelle antiche storiche strutture del Castello di Sambuca e della Badia a Taona; nelle cave da cui con duro e spossante lavoro la pietra veniva strappata alla montagna.

Si propone uno dei tre percorsi escursionistici che si snodano ciascuno in una delle tre principali valli della Sambuca e che ci permettono di scoprire alcune di queste emergenze legate alla pietra, oltre naturalmente gli aspetti ambientali, naturalistici, storici ed antropici del territorio attraversato: sono percorsi sui generis, che poco concedono all’aspetto sportivo, ma che si pongono l’obiettivo primario di conoscere le tracce di una civiltà montanara oggi scomparsa.

Percorso nella valle della Limentra Orientale: Torraccia-Torri-Cave di Torri.

Chi proviene dal fondovalle in auto incontra, un paio di chilometri prima di Torri, il borgo detto Torraccia, in cui è consigliata una breve sosta. Il nucleo abitato è posto in un pianoro circondato un castagneto con alberi plurisecolari e coltivato ancora come quelli di una volta: un bell’esempio di come vorremmo che fossero tutti nostri castagneti! Interessante l’antico borgo, in cui sulle pareti delle case si affacciano numerose inquietanti maschere di pietra. Un piccolo gioiello è l’Oratorio di San Martino recentemente restaurato. Si prosegue per Torri (in auto o a piedi, a seconda del tempo che si ha a disposizione): il paese posto a oltre 900 metri di quota si connota per gli edifici in pietra addossati l’un l’altro, conserva la struttura medievale nelle strette stradine lastricate ed è dominato dall’alto da speroni rocciosi: su uno dei quali esposta la chiesa di Santa Maria Assunta. Di particolare interesse alcune pietre lavorate su alcuni edifici con mammelle , che simboleggiano prosperità ed abbondanza, maschere in pietra, simbolici guardiani delle abitazioni, ed una mano, che si può interpretare come una firma dell’antico mastro muratore o come un simbolo scaramantico. Proseguiamo in discesa verso uno dei rioni di Torri, il Casone. Assolutamente consigliabile è una abbondante bevuta alla antica Fonte del Casone: la sua ottima acqua è freschissima anche nelle giornate più torride. Nei pressi si imbocca una larga e pianeggiante mulattiera, delimitata nel primo tratto da siepi di Bosso. Si attraversa dapprima una macchia e successivamente un impianto di conifere, detto i Fornelli. Dal buio delle conifere dopo poco ci si affaccia nella piena luce di una verde valle. Siamo su un balcone naturale, che invita alla sosta e che ci offre un ampio panorama sul monte Calvi (o Calvario), il monte Femmina, la Strada tagliafuoco, la profonda valle del rio Rio delle Lastre. Al di là della Limentra il monte Bucciana, il poggio Cicialbo e La Rasa. Stranamente da quel punto nessun paese o centro abitato, seppur piccolo, è visibile.Il sentiero ci porta ora a destra in leggera discesa:
attraversa un rado bosco misto in cui prevalgono le querce (Roverelle) con cespugli di Rosa selvatica e Ginepro.