Tappo frizione con sensore livello liquido

di : Riccardo Altamura

da un’idea di: Alessandro Ancarani – esecuzione e foto di : Angelo Sitara

Un’altra semplice, geniale soluzione che ci può evitare di restare con il liquido della frizione sotto livello, o metterci  in guardia per un’eventuale perdita nel circuito dell’impianto della frizione.

In pratica si tratta di dotare la vaschetta del liquido frizione di un tappo analogo a quello installato sulla vaschetta del liquido dei freni, collegando i rispettivi morsetti elettrici in parallelo tra i due tappi, in modo che i due sensori lavorino sullo stesso circuito elettrico, a sua volta collegato alla spia relativa sul cruscotto.

Di seguito alcune immagini esplicative:

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L’unico eventuale problema che potreste riscontrare potrebbe essere quello di non riuscire a trovare un tappo della vaschetta del liquido freni che vada bene per quella del liquido frizione, questo perché può essere che il tappo con il sensore abbia il galleggiante di larghezza o lunghezza non compatibile con la vaschetta dell’impianto frizione.

Provate ad inserire il tappo nero dei freni nella vaschetta della frizione, se entra senza forzare e non va a toccare il fondo, allora usate quello. Per quello dei freni vi ordinate una nuova vaschetta completa di tappo con contatto elettrico a galleggiante (cod. 21011-3505100 o cod. 21030-3505110), ovviamente userete solo il tappo, la vaschetta la tenete nei vostri pezzi di ricambio, non si sa mai…

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Miglioriamo l’impianto elettrico : sostituzione dei relè

di: Riccardo Altamura

su idea di: Alessandro Ancarani – esecuzione e foto di : Angelo Sitara

 

Molti problemi della Niva sono di natura elettrica, legati per esempio ad un malfunzionamento di apparati come contagiri, frecce, alimentazione, indicatore della temperatura, ecc…

Il più delle volte la causa principale risiede nei relè, quelli della Niva sono russi e assolutamente di scarsa qualità; quindi sarebbe bene sostituirli con altri di fabbricazione italiana (consiglio : COPAT – ITALMEC – MORONI)

I relè principali si trovano a fianco del piantone dello sterzo e sono divisi in due blocchi. Il primo, composto da 5 relè, si trova a sinistra del piantone, nascosto sotto il contenitore dei fusibili; mentre il secondo blocco si trova a destra del piantone ed è composto da 4 relè.

I relè originali sono tutti da 30A, vanno sostituiti con altri, meglio se con portata di 40A (costano pressoché uguali), in quanto sono meno soggetti a guastarsi.

Nozione base sui relè:

Qualsiasi relè, di qualsiasi marca e/o provenienza, riportano impresse delle indicazioni che sono per tutti uguali, questo perché basati su norme internazionali.

Nella fattispecie, se prendete in mano un relè*, vedrete che su una faccia sono indicati i dati tecnici, insieme ad uno schema elettrico semplificativo; mentre nella parte opposta troverete quattro diversi numeri impressi vicino ad ogni singolo contatto elettrico.

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Vediamo nel dettaglio a cosa si riferiscono questi numeri e a cosa corrisponde il suo relativo contatto:

  • (30)   E’ l’ingresso del polo positivo, in pratica dove arriva la tensione.

 

  • (87) E’ l’uscita della tensione, a questo contatto va collegato l’apparecchio elettrico a cui si vuole collegare il relè.

 

  • (86) Questo contatto è relativo all’eccitazione del relè, si collega il polo positivo. 

 

  • (85) Questo è l’eccitamento negativo, la cosiddetta massa che va collegata, per esempio, alla carrozzeria.

 

Esistono relè che hanno anche un’ulteriore connettore identificato dal numero 87A (NA), che replica il connettore 87, fornendo per questo la stessa uscita di tensione, utile in caso si volesse alimentare un altro apparecchio elettrico che lavora in simbiosi con quello alimentato dallo stesso relè.

Sostituire i relè

Sostituire i relè è un’operazione molto semplice, per individuare ogni singolo relè, e quale circuito esso serve, fate riferimento allo schema elettrico che potete trovare in rete :

http://www.niva-faq.msk.ru/tehnika/elektro/shema/ass.htm

Scollegate ogni singolo connettore e collegatelo esattamente al relativo corrispondente del nuovo relè, una volta collegati tutti e quattro i faston, fissate con la vite il relè nella sua sede originale.

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Un consiglio, sostituite anche il relè che trovate nel cofano motore, a fianco alla vaschetta del liquido dei freni, questo relè è l’eccitatore del motorino di avviamento.

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Al suo posto mettetene un relè con capacità da 70A, facendo questo vi accorgerete che il faston di connessione è più grande (questo perché la sua portata è maggiore), ma basterà rifare i contatti, prestando attenzione a non sbagliare i cavi di contatto.

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A questo punto, una volta sostituiti tutti i relè con altrettanti analoghi, ma di qualità, vi accorgerete che la vostra Niva non avrà più problemi e, anzi, potrete voi stessi riscontrare un generale miglioramento nel funzionamento.

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Per ulteriori approfondimenti vedere:

http://copatconnectors.com/

http://www.moronicesare.it/product.php?id_product=684

http://www.facet.eu/it/

* Ovviamente il riferimento in questo caso è in ambito automobilistico, ma questa uniformità vale per tutti i vari settori dove questo tipo di relè viene impiegato. Da aggiungere che esistono diversi tipi di relè, con diverse combinazioni di connessione (NA – NC), ma in questa sede ci siamo occupati solo ed esclusivamente del tipo di relè installati sulla  Lada Niva.

Tensionamento manuale della catena di distribuzione

di Andrea Balzarini

Per i modelli precedenti alla versione 1.7 iniezione multipoint, ovvero per i modelli 1.6, 1.7 a carburatore e 1.7i SPI, il manuale d’officina prevede un intervento di manutenzione ordinaria, spesso disatteso da molti possessori di Lada Niva, ma non per questo meno importante: il tensionamento della catena di distribuzione. Le motorizzazioni Diesel sono naturalmente eccettuate, perché equipaggiate con motore Peugeot con cinghia di distribuzione.

La procedura prevede di allentare il dado che insiste sul tensionatore, far ruotare l’albero motore per 2-3 giri e serrare di nuovo il dado: tutto qui!

Ma non tutti hanno a disposizione la manovella per l’avviamento manuale, che serve per mettere in rotazione l’albero motore. Esiste però un sistema molto semplice, oggetto di questo breve articolo. Questa procedura mi è stata suggerita da Alessandro Ancarani.

Occorrente:

Cric; chiave del 13; chiave specifica per le candele.

Procedura:

  1. Selezionare la marcia più alta (generalmente la quinta; la quarta per i più vecchi 1.6), con la leva del riduttore nella posizione delle marce normali.
  2. Rimuovere le candele. Questa operazione (non indispensabile, ma raccomandata) ha come scopo la riduzione della compressione all’interno del motore, utile per rendere più facile la rotazione manuale dell’albero. È anche una buona occasione per osservare lo stato delle candele e per una loro eventuale pulizia o sostituzione.
  3. Con il cric in dotazione, o meglio con un cric idraulico, sollevare una delle due ruote anteriori.
  4. Allentare il dado del tensionatore. È facile individuarlo: si trova sul lato destro del motore, sopra l’alternatore e si trova in testa a una colonnina cilindrica.TimingChainBolt
  5. Con le mani ruotare la ruota che avete sollevato nel senso di marcia (in senso orario se è l’anteriore destra, in senso antiorario se si tratta dell’anteriore sinistra) per 3-4 giri. Non ci vorrà molta forza se sono state rimosse le candele.
  6. Abbassare l’auto con il cric.
  7. Stringere con forza il dado del tensionatore.
  8. Rimontare nelle rispettive sedi le candele.

Conclusioni:

Il tensionamento della catena di distribuzione dovrebbe essere effettuato ogni 10.000 chilometri.
Nel mio caso, non sapendo quando fosse stato effettuato la volta precedente (ho ereditato da non molto la mia Niva), ho provveduto a farlo.
Con mio grande piacere è scomparso un fastidioso ticchettio che proveniva dal motore, specie ai bassi regimi e a freddo.

Motore Fiat 1.3 MultiJet diesel per la Lada 4×4 (Niva)?

Sta circolando in rete  la notizia di una sperimentazione sulla Lada 4×4  tradizionale del motore 1,3 Multijet Fiat in versione da 85 cavalli. multijet

leggi articolo tradotto dal russo

Sembra sia necessario un adeguamento dell’impianto elettrico, del raffreddamento ed un rinforzo della trasmissione per reggere i 180 Nm  di coppia. Inoltre a rischio lo spazio per la ruota di scorta nel cofano Consumi sui 9,5lt x 100KM  emissioni CO2 di 225 grammi KM Tale soluzione potrebbe prolungare la vita della “tradizionale” Lada 4×4  come modello entry level….spartano come sempre ma con un motore forse più interessante … In realtà si sovrappongono varie ipotesi e modelli ,  come quello del progetto con GM- Chevrolet presentato al salone di Mosca e citato da Riccardo nell’articolo: https://nivaforever.wordpress.com/2014/09/01/nuova-erede-della-niva-presentata-al-salone-di-mosca-dalla-jv-avtovaz-general-motors/

Ecco la nuova Lada Niva, erede dell'iconica 4x4 del popolo             Si legge  pero in questi giorni in rete su vari siti attendibili anche di un fatidico modello Xray  con  motore 1,6 litri con 114 CV e motore da 1,8 litri a 123 litri che sarebbe frutto   dall’alleanza Renault-Nissan basato sulla scocca  della Renault Sandero, inizierebbe la produzione in  AvtoVAZ a Togliatti la fine del 2015. Il pacchetto base includerà airbag per guidatore e passeggero anteriore, di stabilità . Per il crossover è prevista  la regolazione in altezza del sedile di guida , parabrezza riscaldato, sedili, volante e specchietti esterni. Sarà disponibile sia con  trazione anteriore che trazione integrale. ( una sorellina della DURSTER?) xray-_7_ xray-_9_ xray-_6_

Nuova erede della NIVA- Presentata al Salone di Mosca dalla JV AvtoVaz-General Motors

Ecco la nuova Lada Niva, erede dell'iconica 4x4 del popolo

A  38 anni dalla presentazione della prima generazione ( 1976) a l  Salone dell’Automobile di Mosca viene presentata la erede della storica vettura
La Niva 2016 ( prime vendite fra 2 anni) è completamente diversa dal  modello 2121.La AvtoVAZ  in questo caso opera con  una joint venture con la General Motors, (parallela rispetto a quella esistente con Renault Nissan).

 

“Come ai tempi della prima Lada Niva, quando il supporto dell’industria italiana era stato determinante per la creazione ex-novo di uno dei fuoristrada di maggiore successo anche fuori dei confini dell’allora Unione Sovietica, la Niva 2016 nasce sulla base di una piattaforma del colosso General Motors, ma si avvale del design che è stato sviluppato in Cina dal centro GM di Shanghai mentre l’ingegnerizzazione del progetto fa capo alla torinese Blue Group, azienda specializzata in consulenze progettuali e presente anche in Francia, Giordania e Turchia. Svelata ‘a sorpresa’ al MIAS nell’ultimo giorno del Salone di Mosca dedicato alla stampa, la nuova generazione Niva mostra un carattere ‘forte’ e caratteristiche estetiche che la posizionano esattamente in concorrenza con quello dei più recenti suv e crossover di origine occidentale e asiatica, ben lontano dunque da quello ‘minimale’ della prima Lada Niva che voleva essere un’auto fuoristrada per il popolo. In assenza di dati tecnici definitivi si sa soltanto che questo modello vanterà doti in fuoristrada degne delle migliori 4×4 del mercato, con un assetto rialzato e grandi gomme non ribassate (235/70 su ruote da 16 pollici) ideali per la viabilità e le esigenze degli automobilisti russi. Sotto al cofano dovrebbe essere un 4 cilindri a gasolio di origine PSA accreditato di 134 Cv e accoppiato ad una trasmissione manuale dotato di riduttore. L’avvio della produzione nello stabilimento di Togliatti è previsto per il dicembre 2015.”

Fonte: ANSA 28 agosto 2014

http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/prove/2014/08/29/ecco-la-nuova-lada-niva-erede-delliconica-4×4-del-popolo_08706522-91dc-4ec0-a148-3f6a9abbd182.html

Lada 4x4M2 URBAN e futura M3

Come già anticipato in precedenti articoli apparsi sul sito, presto l’attuale Lada 4X4M subirà un restyling, dove oltre a coinvolgere alcuni particolari estetici, ci saranno ulteriori migliorie “nascoste” per alcune parti meccaniche.

lada4x4urban - 6Come si può notare dalle foto, si vedono i nuovi paraurti in parte verniciati dello stesso colore della carrozzeria, quest’ultima con un nuovo trattamento anticorrosivo più resistente alla ruggine ed ai graffi, le maniglie delle portiere saranno di colore nero, una nuova mascherina anteriore ed il sedile posteriore dovrebbe essere ribaltabile in modo frazionabile 50/50.

Ci saranno due versioni distinte, una base ed una con dotazione più ricca, per quest’ultima sono previsti nuovi cerchi in lega da 17″, mancorrenti sul tetto, gli specchietti retrovisori saranno a regolazione elettrica e riscaldabili, con parte del guscio che sarà dello stesso colore della carrozzeria.

Nuovo sarà anche l’impianto di aria condizionata, ora più efficiente rispetto al passato, i vetri saranno elettrici e si potranno avere anche i sedili riscaldabili.

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lada4x4urban - 3Per quanto riguarda le modifiche tecniche, la “nuova” Niva, denominata URBAN, avrà diverse novità, rivolte a dare maggiore affidabilità verso tutta la meccanica, pur mantenendo invariato il motore.

Le modifiche riguarderanno sostanzialmente lo sterzo, i freni, la trasmissione, le sospensioni  e l’adozione di barre anti intrusione nelle portiere e puntoni, a deformazione programmata, saldati al telaio, in modo da conferire maggiore sicurezza in caso di impatto.

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Questa Niva (M2) sarà con molta probabilità l’ultima versione aggiornata, in attesa di vedere nel 2017 la nuova 4x4M3, che avrà un aspetto radicalmente modificato, sia per quanto concerne l’estetica che la meccanica.

Attendiamo di vedere le future novità nel prossimo salone dell auto che si terrà a Mosca nel mese di settembre…

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Una buona massa

di : Riccardo Altamura

 

Sulla Niva molti problemi elettrici (e non solo) possono essere causati principalmente dal contatto della massa che non è ottimale, vuoi per ossidazione del punto di contatto sulla carrozzeria o per gli stessi spinotti (quelli originali di serie) di contatto ad occhiello che sono di  scarsa qualità.

Per prima cosa sarebbe meglio sostituire questi spinotti, uno ad uno, con altri analoghi, ma ovviamente di migliore fattura; ce ne sono diversi sparsi qua e là, la maggior parte si trovano nel cofano motore, ma altri sono anche nascosti sotto le coperture in plastica degli interni, è un pò come fare una sorta di caccia al tesoro…

Un’altra ottima soluzione per garantire alla vostra Niva una buona massa sulla carrozzeria è quella di far partire dal negativo del morsetto della batteria due cavi di generoso spessore, uno in parallelo a quello già esistente che è subito in prossimità della batteria stessa (vedi figura 1) ed un altro che, sempre dal morsetto del negativo, si collega al motore, nello specifico su un sostegno vicino al collettore di aspirazione (vedi figura 2).

Fig.2 : Cavo a massa da 5mm. messo in aggiunta a quello di serie, in prossimità della batteria
Fig.1 : Cavo a massa da 5mm. messo in aggiunta a quello di serie, in prossimità della batteria
Cavo autocostruito a massa collegato in prossimità del collettore di aspirazione
Fig.2: Cavo autocostruito a massa collegato in prossimità del collettore di aspirazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ buona regola sapere che in un cavo elettrico maggiore è la sua sezione (inteso come diametro), migliore sarà la sua conducibilità elettrica ed avrà anche una minore dispersione, ma anche costi molto alti.

Se a casa avete un pezzo di filo del tipo classico tripolare, con sezione standard da 1 mm. per filo, vi suggerisco un modo per farvi da soli un ottimo cavo, paragonabile ad uno singolo con sezione da 6 mm.

Di seguito la spiegazione sotto forma di immagini…

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Manutenzione generica…..

Siccome sto avendo dei problemi col minimo, sto gironzolando in rete, e rompendo agli amici del nostro forum…

Ma una chiacchierata col mio Mecca, l’auto non l’ha vista, per tranquillizzarmi in vista di uno spostamento mi ha fatto riflettere…

Il sintomo della mia Niva non è un problema solo della Niva ma comune… le cause possibili sono diverse, la più probabile sporco sul corpo farfallato…

Ma l’argomento dell’articolo-suggerimento non è questo, ho trovato un sito ed un forum che parlano di MANUTENZIONE AUTO….

sono orientati a modelli Fiat, ma la nivuccia è molto parente della mitica 124 o no? e i vari sensori in gioco a parte la forma e posizione sono comuni….

QUindi, mentre io stesso mi accingo a leggere i post e guardarmi i video…. vi consiglio il sito:

http://www.ilpuntomanutenzione.it/Default.aspx